Tecniche & Materiali

Tessitura di perline, Biedermeier, Tsumami Kanzashi sono solo alcune delle tecniche nelle quali mi sono specializzata e con le quali realizzo le mie creazioni spaziando dalla bigiotteria all’oggettistica decorativa e accessori per rendere più sfizioso il tuo look e quello della tua casa.


Tecnica Biedermeier

Questo stile nacque in Austria e Germania tra il 1815 e il 1848, comprende la pittura, la letteratura, l’arredamento e naturalmente l’arte della decorazione. Il periodo definito “Biedermeier” , inizia con la crisi del Romanticismo e celebra il culto per le piccole cose che possono rendere accogliente la casa.
Dopo il Congresso di Vienna nel 1815 che tracciò la fine di un lungo periodo di guerre e dopo gli sconvolgimenti dell’età napoleonica, sopraggiunse un periodo di tranquillità in cui le persone preferirono uno stile di vita più semplice che quello condotto fino a quel momento.
È proprio in quel periodo e per questo motivo che nascono le prime decorazioni Biedermeier, che le donne creavano per rendere più accogliente la propria casa con composizioni da appendere ai muri, decorare cappelli e borse e per fare regali per compleanni, Natale, Pasqua, matrimoni ed altre occasioni, poiché per la loro importanza e preziosità erano considerati un augurio di prosperità, ricchezza e fortuna. I materiali più usati erano la canutiglia (filo oro o argento lavorato a spirale), le perle, le spezie, le bacche di vario genere e i fiorellini di seta.
Ecco in breve in cosa consiste: cannella, chiodi di garofano,anice, caffè, semi, pigne, bacche, nastri colorati, pizzi, canutiglia, fiori, perle, perline, composti con gusto e abilità per profumare gradevolmente e rallegrare con delicati colori la casa, realizzare eleganti bomboniere, decorazioni natalizie, segnaposto, oggetti di arredamento.
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Tecnica Peyote

La tecnica Peyote di tessitura perline trae le sue antiche origini dal popolo degli indiani d’America. Sembra che la tecnica del peyote venisse usata dagli artigiani indiani per produrre decori ornamentali, come ad esempio borse, bracciali, collane, monili vari, copri pipe ed altri oggetti che venivano usati principalmente come ornamenti per la tradizionale cerimonia del peyote.
Questa tecnica artigianale conosciuta semplicemente come “peyote” oppure come “punto peyote” è una tecnica di tessitura di perline a mano, con ago e filo, senza aiuto del telaio o di altri macchinari. Le perline esistono in varie misure, fatte come dei tubicini cilindrici, tutti perfettamente uguali in una vasta gamma di colori. Si possono utilizzare anche insieme a perle di conteria o rocailles, queste ultime di forma tondeggiante, anche esse di varie misure e colori.
La lavorazione delle perline con la tecnica del peyote presuppone una conoscenza degli intrecci Swarovski e dimestichezza con la tessitura delle perline in genere. Il punto peyote si presta ad infinite combinazioni, sia con altre tecniche (herringbone, scala, ecc) sia con vari materiali come Swarovski, pietre dure (Cabochon), oggetti di varia natura e forma. Inoltre, s’impara a fondere, unire e mescolare materiali, colori e tecniche creando gioielli che sono moderni ma che hanno un aspetto antico, etnico e misterioso.
Gli accessori più importanti, oltre alle perline e ai vari materiali (perle o pietre), sono: aghi lunghi e flessibili, forbicine, pinze a punta piatta, pinze a punta tonda, tronchesino e naturalmente il filo di nylon.
Se utilizzata con precisione e diligenza può produrre dei gioielli di rara bellezza bracciali, collane, orecchini ed altri oggetti sempre originali e molto apprezzati.

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Tissage danese

Il Tissage danese conosciuto anche come cucito di perline nasce in Danimarca alla fine degli anni 70.
Seguendo degli schemi scritti con un linguaggio abbreviato nel quale ogni simbolo ha un significato ben preciso e tessendo le perline tra loro con ago e filo si ottengono dei veri e propri capolavori.
Le perline sono leggermente più grandi e di una sola misura rispetto quelle si usano ne peyote, anche la lavorazione di intreccio è diversa da quella usata nella tessitura di perline.
Il lavoro di base è la creazione dei centrini per arrivare poi con il tempo e l’esperienza alla creazione di ciotoline, bomboniere, sacchetti, porta candele e altri svariati oggetti più o meno complicati.
È una tecnica lunga e che richiede molta pazienza ma di grande soddisfazione.

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Tsumami Kanzashi

Lo Tsumami Kanzashi è un’antichissima tecnica giapponese con la quale venivano realizzati gli ornamenti – detti per l’appunto kanzashi – delle acconciature tradizionali delle donne giapponesi.
Essi furono introdotti quando venne abbandonata l’acconciatura tradizionale, taregami, che prevedeva capelli sciolti e lunghi e vennero adottate pettinature che si basavano sul capello raccolto.
Divennero popolari durante il periodo Edo (1603-1868), nel corso del quale gli artigiani iniziarono a produrne tipologie sempre più raffinate ed eleganti realizzate con i materiali più vari quali oro, argento, giada, gusci di tartaruga e seta.
Ad indossarli sono in particolare le spose, chi porta abitualmente il kimono, come ad esempio le geishe, le tayu e le yujo o chi partecipa alle cerimonie del tè e pratica l’ikebana.
Recentemente c’è stata una riscoperta dei kanzashi tra le giovani donne giapponesi che li indossano persino con il tailleur.
Particolarmente noti sono quelli a forma di fiore realizzati con la seta, raso o con altre tipologie di stoffe che donano alla creazione un effetto di leggerezza ed eleganza e ne consentono un utilizzo davvero variegato.
Ecco che l’antichissima tecnica decorativa del sol levante, attraverso originali rivisitazioni e adattamenti, permette di realizzare con un po’ di fantasia decorazioni per oggetti, abiti ed accessori e persino bigiotteria raffinatissima.

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